Mai arrendersi

Una giovane donna sottratta alla famiglia e ricoverata in una struttura psichiatrica: i medici dicono che la famiglia la ha abbandonata, che se si avvicinasse a casa la farebbero arrestare, che lei non sarebbe mai guarita.

Terapia farmacologica pesante e forse sbagliata.

Una gravidanza imprevista e la bambina viene tolta alla giovane, subito data in affidamento a chissà chi, nessuno la ha mai vista, è stata fatta nascere con l’inganno e con il parto cesareo che la madre non voleva.

Un amministratore di sostegno che impedisce le visite della famiglia, un giudice che dà corda all’amministratore di sostegno, un avvocato che dimentica di presentare un ricorso.

C’erano i presupposti per mettersi a piangere e rinunciare a tutto.

E invece i genitori non si vogliono arrendere, giustamente, e si sono rivolti a noi.

Tre denunce, un’opposizione e tre ricorsi presentati nell’arco di pochi mesi e molto altro ancora verrà fatto a breve: finalmente qualcosa si muove per il verso giusto.

La terapia è miracolosamente diventata efficace, l’amministratore di sostegno è stato sostituito dal giudice, la giovane può ora liberamente uscire dalla struttura, va a lavorare, vede la famiglia d’origine, che la ha accolta a braccia aperte (altro che farla arrestare), dialoga quotidianamente con un professionista all’esterno della struttura per recuperare forza ed autostima.

Ha passato la Pasqua a casa con papà, mamma, fratello e nonna…